2020 anno bisesto, anno funesto. Così gli antichi romani definivano un anno bisestile, e come dargli torto. Alzi la mano chi di voi pensava di dover fare i conti nella propria vita con una pandemia. Chi avrebbe pensato anche lontanamente che ci avrebbero rinchiusi in casa per mesi senza poter vedere i nostri cari (e senza poter andare dal parrucchiere!!) e che una volta fuori non ci saremmo mai più separati dalla terribile mascherina. A me personalmente ancora non sembra vero.



I bambini poi sono stati quelli che hanno sofferto di più. Hanno chiuso le scuole, i parchi, e non hanno potuto vedere i loro amici e i loro nonni per diversi mesi. Fortunatamente noi abbiamo un giardino ed essendoci state parecchie belle giornate siamo stati sempre fuori. Io mi sono dilettata nell’orto e nel giardinaggio e Gioia mi aiutava.

Tutti durante il lockdown siamo diventati cuochi provetti; pizze, dolci, pasta fatta in casa. Era più facile trovare il bosone di Higgs che un cubetto di livieto di birra al supermercato. In qualche modo dovevamo impegnare il tempo libero a disposizione, quindi prima tutti a cucinare e poi a fare la corsetta davanti casa per smaltire. (quest’ultima non tutti l’hanno fatta, ce ne siamo accorti al mare! Sono cattiva lo so!).

Poi tanti hanno perso lavoro o sono dovuti stare in cassa integrazione. Io ho avuto la fortuna di lavorare in smart working (che svolgo tutt’ora qualche giorno). Così è stato più semplice gestire mia figlia e sicuramente mi ha aiutata ad occupare il tempo libero che avevamo.

Nel mentre poi sono successe parecchie cose, Gioia ha perso il suo primo dentino, finalmente pronuncia bene tutte le lettere dell’alfabeto (r compresa) e spesso mi chiede quando andrà via questo coronavirus. Lei, come gli altri bambini, ha imparato a conoscere questo mostro invisibile.

Purtroppo ha provato già il fastidio provocato dal tampone del Covid. Già ne ha fatti due, uno quest’estate e uno qualche giorno fa. Entrambi negativi, però adesso ha il terrore di riprendere il raffreddore per doverlo poi ripetere. Sapevamo tutti che quest’anno sarebbe stata così, più tempo a casa che a scuola, ma è pur vero che i bambini hanno bisogno di stare con bambini e di tornare un po’ alla “normalità”, cosa di cui questo virus ci ha privato.

Togliendoci prima i baci, gli abbracci, l’affetto delle persone più care. Poi ci ha imposto delle regole da seguire: distanziamento, mascherine, gel disinfettante. Sarà un lungo inverno, stringiamo i denti e cerchiamo di arrivare velocemente alla prossima estate. D’altronde dopo il temporale esce sempre il sole, però nel mentre speriamo bene.

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